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Fortificazioni sommitali del Monte Serra
Testi a cura del prof. Giuseppe Grossi  maggiori info autore
Come arrivare
 Da celano si segue la strada per Ovindoli per 2,5 km fino ad un gruppo di case. Il sentiero inizia dalla case più alte di Casalmartino (930 m.)
Dislivello.
Tempo di salita.
Tempo di discesa.
Itinerario segnato.
Cartografia. 
1040 m
circa 3 ore
circa 2 ore
( non segnato )
IGM 146 III NO ( Celano )
Gruppo Velino Sirente
edizioni CAI e CCIAA
  
 

Veduta del sentiero crinale di Serra

  

Escursionisti sulla cima a quota 1923

Si possono raggiungere, con qualche fatica, i resti di queste importanti fortificazioni della normanna contea di Celano partendo da Casalmartino, lungo la strada per Ovindoli: da qui si sale, sulla destra, per il sentiero del Fosso di Curti e Calcare fino a raggiungere la quota 1166 dove su un puntone roccioso emergente si vedono i resti di una torre-cintata di avvistamento; sulla destra la bella cascata di "Cascalacqua" dovuta al percorso del medievale rivum Cortinum.

Superato il primo balzo si prende il sentiero di crinale di Serra dei Curti fino a raggiungere la quota 1923 segnalata dalla croce di ferro. 
Qui per circa 200 metri si sviluppa una recinzione fortificata di crinale, con spessore murario di 90 cm., che segue fedelmente L'orografia del luogo con tre torrette rompitratta quadrate (m. 4 X 4) e torre-mastio terminale rettangolare (m. 7 X 4). 
Quest' ultima si trova, a differenza delle altre poste sul crinale, in posizione più bassa, sul pendio sotto la croce e rivolta verso Celano. 
Quindi la posizione delle torrette e della torre sommitale e indice che le fortificazioni furono create per controllare direttamente le sottostanti fortificazioni del primitivo castello-recinto di Celanum agli inizi del '200. 
  
Di queste fortificazioni, probabilmente apprestate dal conte di Celano e Albe Pietro Berardi, abbiamo informazioni dall'anno 1221, anno in cui sappiamo che appartenevano a Tommaso conte di Celano e Molise ("Serram Celani"). 
Nel 1223 furono consegnate da Tommaso a Federico II insieme alla Torre di Celano ed i castelli di S. Potito e Ovindoli, consegna che non comporto la distruzione ma la modifica ("Serra super Caelanum firmatur") a favore dello svevo per controllare l'eventuale rinascita di un abitato celanese intorno alla Fontegrande. 
 
Nel 1231, vista la loro pericolosità per lo svevo, dimostrata dagli avvenimenti conflittuali di quell'anno, furono per ordine dello stesso Federico II rase al suolo: "Serra super Caelanum firmata, jussu Imperiali dirutur" (Riccardi Chronica, anni 1221-1223-1231). 

Dalla sommità della Serra, da cui si gode una splendida vista del Fucino e dei Monti della Magnola e Sirente, si possono ben individuare i vicini insediamenti fortificati di Celano, S. Potito, Ovindoli, Arano, Aielli, S. Iona e Paterno. 

  
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