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Riviera celanese ( sulle rive dell'ex Lago Fucino )
Testi a cura del prof. Giuseppe Grossi  maggiori info autore


La sponda fucense della località La Sranga 
(foto G. Grossi)

La vecchia "Rivera" celanese fu importante per la fortuna e il successo della Celano antica e medievale, frequentata fin dai 18.000 anni fa dai primi pescatori mesolitici e intensamente utilizzata dall'età italica e romana fino al prosciugamento ottocentesco. 
  
Delle vecchie chiese e monasteri non restano che soli toponimi (S. Maria, S. Marcello, S. Severino, ecc.) e scarsi resti. 
In località "Cese di S. Marcello" nelle vicinanze dell'Aereoporto di Celano, lungo la vecchia circonfucense, quasi a contatto del corso del Rio La Foce, si vedono scarsi resti di un edificio che potrebbe appartenere alla chiesa di S. Marcello in Arco: in questo luogo, nelle vicinanze, erano nel medioevo anche le chiese di S. Vittore e S. Angelo e il monastero cassinese di S. Abbondio in Arco "prope lacum Fucinum" di cui abhiamo notizia gia dall'872.. 
  
Il toponimo "Arcu" nel luogo dove la Valeria si univa alla circonfucense e riferibile alla forma della costa lacustre arcuata in queste vicinanze. 
Su una sorgente del "Casale Carusi" all'altezza del Casello di Guardia n. VII del Torlonia e, incorporata nella fontana, la lapide sepolcrale del tribuno militare Vettio Scatone (CIL IX, 3649), ucciso nel 70 d.C. a Mogontiacum in Germania, lapide riferibile ad un grande mausoleo eretto lungo la circonfucense in territorio di Marruvium . 
  
A questa altezza nel tardo medioevo sorgeva la Stanga di Celano in cui si pagavano le tasse sul pesce pescato al Conte di Celano, edificio affiancato anche da una "Taverna della Stanga". 
Sulla strada che unisce Celano con la Stanga si possono osservare, sui lati, le due stradine parallele che costituivano i limiti del Regio Tratturo tardo
-medievale, ora occupato da campi coltivati. 
Proseguendo lungo la via circonfucense del Torlonia in direzione di Avezzano si incontra la localita "la Torre": qui sulla destra si prende la strada che porta ad Atrano costeggiata da edifici rurali, e sulla sinistra si notano i resti evidenti di un grosso nucleo di un mausoleo a torre romano, sorto probabilmente nel I secolo d.C. lungo la circonfucense antica a contatto con il Rio di S. Potito. 
  
Il mausoleo, di cui rimane il nucleo cementizio, presenta una pianta quadrata di metri 6,50 X 6,50 (orientata secondo gli assi cardinali) ed un'altezza di circa 8 metri. 
Sulla parete ovest si notano gli adattamenti fatti nell'altomedievo per strutturare il nucleo cementizio a parte terminale di una chiesetta a pianta rettangolare larga m. 3,70, con soffitto a doppio spiovente e abside semicircolare sul fondo del lato est su cui si apre una piccola monofora. 
  
Le condizioni di interro non permettono di conoscere le reali dimensioni della chiesa e L'altezza (ora misurabile per 4,25 metri di lunghezza e 2,30 di altezza).
  
Il nome di questa chiesa ci e conosciuto a partire dal 1188 come Sancti Basylii in Turre, ma la sua creazione e certamente piu antica visto che la zona era nel X secolo possesso del monastero benedettino di S. Angelo in Barregio (Villetta Barrea). 
Più oltre e la località "Paludi", compresa nel territorio della curtis di Oretino a cui era collegata con la strada detta ancora oggi "via di S. Severino": qui erano a partire dal IX secolo le chiese di S. Maria e S. Felice di cui rimane solo il toponimo e qualche area di frammenti fittili con materiali romani e medievali.
  
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