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Giuseppe Corsi
Testi del Prof. Gianluca Tarquinio  maggiori info autore

E' certamente il maggior musicista marsicano. Attivo in molte città italiane, e autore di importanti composizioni ricche anche di straordinari procedimenti armonici. Nato a Celano, probabilmente nel maggio del 1630, verso i trent'anni (1659) fu ordinato sacerdote, forse a Roma dove si era trasferito e dove aveva studiato con Giacomo Carissimi del quale era uno degli allievi prediletti. Circa l'ordinazione a sacerdote del Corsi, emergono delle contraddizioni con quanto riportato da Giuseppe Ottavio Pitoni, che a proposito del musicista marsicano, maestro di cappella in S. Maria maggiore, di anni 26 circa, ricorda anche la moglie Anna di due anni più giovane, che vivevano insieme a F. Margherita d'Amati di anni 40 circa (forse una domestica?) e con due fanciulli (forse allievi del Corsi), Agostino Calderi, soprano, di anni 13 circa e Gio.Batta Cofani, anch'esso soprano, ma di circa 12 anni (20). Nel 1659 era maestro di cappella presso la basilica di S. Maria Maggiore e, successivamente, dal 1661 al 1665, in quella di S. Giovanni in Laterano dove vi torno nel 1677. Nello stesso periodo ricopri lo stesso incarico nelle chiese di S. Apollinare e in S. Maria in Vallicella. Il 29 febbraio 1668 fu chiamato a succedere ad A. M. Abbatini come maestro di cappella presso la Santa Casa di Loreto dove vi rimase per sette anni fino all'11 novembre del 1675. 
 
Ritornò a Roma che però, dopo un periodo di carcerazione, dovette subito abbandonare perché bandito da papa Innocenzo XI che lo relego a Narni dal momento che aveva diffuso alcuni libri messi al bando dal Vaticano. Trasferitosi in Emilia Romagna, presso la chiesa della Steccata di Parma, il 20 giugno fu chiamato dal duca di quella città per prestare servizio nella la sua corte con uno stipendio di 12 dobloni spagnoli. Giuseppe Corsi conservo tale incarico fino al 17 ottobre 1688 quando ottenne la necessaria dispensa di abbandonare il posto perché non aveva ottenuto l'aumento di stipendio richiesto. 
 
Il marsicano fu anche un valido insegnante e riusci a formare una "scuola" dalla quale, tra gli altri, usci anche G. A. Perti. Era anche molto stimato nell'ambiente musicale bolognese e con G. B. Vitali prese parte alla controversia sorta tra G. P. Colonna, maestro di cappella in S. Petronio, ed A. Corelli "in seguito alle critiche sorte a proposito di una successione di quinte parallele che compare in un passo dell'Allemanda della Sonata terza dell'opera seconda pubblicata da Corelli nel 1685 (21). L'ultima informazione che si ha sul musicista celanese riguarda una lettera di commissione del 26 dicembre 1690 del principe Ferdinando de' Medici. Giuseppe Corsi mori presumibilmente a Modena forse al servizio di tale corte medicea. Il Pitoni, infine, ricorda un episodio particolare e curioso avvenuto a Napoli quando, a seguito di aspre critiche rivolte alle capacita esecutive del Corsi da parte di una fazione di compositori a lui avversa, il musicista" si vendicò componendo una cantata irta di difficoltà per i numerosi cambiamenti di tonalità, di ritmo e per la continua varietà. di modulazioni più ardite che misero in difficoltà. i suoi rivali (22) La cantata, Era la notte e lo stellato cielo, circolo in varie raccolte d'epoca con il titolo La stravaganza e le difficoltà in essa contenute suscitarono l'ammirazione anche dello storico Corsignani che 1a ricordo in un suo lavoro (23). Le sue numerose composizioni sono sparse in moltissime biblioteche ed archivi sia italiani che europei; un oratorio considerato perduto dal Meloncelli, Santi Alessandro e Antonina martiri, e stato invece rintracciato dallo scrivente in una biblioteca romana che attualmente e anche riuscito a censire ben cinquanta composizioni del musicista celanese, ma la ricerca non e ancora conclusa (24).
 
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Note
20) J. BURKE, Musicians of S. Maria Maggiore, Rome, 16'00-1 700, in "Note d'Archivio per la storia musicale", nuova serie, a. II (1894), supplemento, Edizioni Fondazione Levi, Venezia 1894, p. 18. 
 
21) R. MELONCELLI, Giu.~eppe Corsi, in "Dizionario Biografico degli Italiani", VII, pagg. 572-574. Da questo articolo ho tratto la maggior parte delle notizie sul Corsi riportate nel presente contributo. 
 
22) R MELONCELLI, Giuseppe Corsi, op. cit. 
 
23) P. A. CORSIGNANI, De viris illustribus, cit. cfr. voce "Giuseppe Corsi". 
 
24) Per un parziale elenco delle composizioni di Giuseppe Corsi, confronta la relativa voce in R. EITNER, BiographischBibliographisches Quelten-Lexikon, 1959, Akademische Druck U. Verlagsanstal, Graz, Band 3, pag. 67. 

 
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