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Santa Maria delle Grazie

 

 

 

 
L'attuale chiesa di S. Maria delle Grazie fu fondata probabilmente intorno alla metà dell' XI secolo dal celanese Vescovo dei Marsi Pandolfo, figlio del conte Berardo II, col nome di S. Giovanni Capodacqua.
  
 
Nel 1059 lo stesso Pandolfo, abitatore del "castrum de Oritino" (Monte Tino) vi tumulo i resti ossei, allora trovati, dei Santi Martiri Simplicio, Costanzo e Vittoriano.   
Di essa, divenuta chiesa principale del nuovo grande incastellamento di Celano, si ha notizia nelle bolle papali di Pasquale II (1115), "Sancti Ioannis ad caput aquae cum titulis suis", e Clemente III (1188) col nome di "Sancti loannis in Coelano, qui caput aquae dicitur cum titulis suis". 
   
Nei secoli successivi, soprattutto nella prima metà del duecento, la chiesa fu sottoposta a rifacimenti ed adattata allo stile romanico maturo, firmata all'esterno dallo scudo con banda trasversale dei conti Berardi, con: aula interna divisa in tre navate con arcate a tutto sesto su pilastri quadrati con abside circolare sul fondo; facciata a capanna in pietra calcarea lavorata con porticato anteriore, formato da tre arcature decorate da cordoni e sculture zoomorfe, e tre portali interni; cortile chiuso sul versante nord-est in direzione del caste110-recinto di Caelanum, con la fons Aurea (Fontegrande) ed area sepolcrale sul versante nord-ovest. 
  
Nella seconda metà del trecento sotto Ruggero II di Celano la chiesa subì un dissesto strutturale forse a causa del lavorio sotterraneo delle acque della vicina Fontegrande ed il gravoso terremoto del 1348 (che forse determinarono il crollo del tetto, della parte absidale con il probabile muro di terrazzamento che la sosteneva). 
Col nome di S. Giovanni Evangelista fu ricostruita interamente con il rovesciamento degli ingressi sul lato sudovest: furono tamponate le aperture del porticato su cui fu ricavato il presbiterio rialzato ed abbassato, con pendenza verso il nuovo ingresso, il piano di calpestio interno. 
Sul nuovo fronte con superiore rosone stellare ad otto punte, si realizzarono nuovi portali e la originale romanica porta minore con capitelli floreali, fu reinserita sul lato sud-est. 
  
Sul fronte fu realizzata una grande scala di accesso caduta poi nel 1725.  
Nell'interno, sulla navata destra, furono realizzati, fra la fine del trecento ed inizi del quattrocento nuovi affreschi come quello della Madonna delle Grazie in cui, graffito compare il nome di "Petrei Celani Comes" (sic.), probabilmente riferibile a Pietro II (1390-1405) figlio di Ruggero II conte di Celano. 
  
Successivi interventi sono documentati nella seconda meta del '400 con Leonello Acclozamora ed i Piccolomini, dopo i nuovi gravosi terremoti del 1456-1461, con la creazione della copertura a doppio spiovente, il rimontaggio delle arcature e pilastri della navata destra e la realizzazione delle finestre monofore trilobate, restauro dei portali sul fronte principale e le cappelle interne tardo-gotiche del Gonfalone (datata 1458), dei Piccolomini-
Camponeschi con stemma della mezzaluna e del guanto.

  

  

 

  

 

Probabilmente nel corso del cinquecento, la chiesa fu trasformata in chiesa sepolcrale con l'apertura, nella navata centrale e laterale destra, di ambienti voltati sottopavimentali. 
Nel settecento la sola navata laterale destra era coperta ed officiata, mentre le altre due non avevano più copertura ed utilizzate come cimitero fino al 1932: probabilmente in questo secolo, vista l'utilizzazione cimiteriale, il portale laterale sinistro fu annullato. 
  
Attualmente la chiesa restaurata presenta una facciata a doppio spiovente con due portali di cui il centrale decorato dal simbolo di S. Giovanni Evangelista (Aquila aureolata con ali aperte e vangelo fra gli artigli). 
 
Sul versante sud-est e visibile il duecentesco "portale delle donne", un rosoncino cruciforme (XI secolo) e un bel tratto di tessitura muraria antica decorata da monofore tardo-gotiche e scudo dueecentesco dei conti Berardi di Celano.  
 
Sul versante nord-est e ancora visibile l'attacco dei muri del cortile esterno, tagliato da]la sopraelevata strada moderna, con le arcature tamponate del portico decorate da leoni cavalcati da un bambino impostati sul capitello degli attacchi dell'arco a tutto sesto centrale. 
 
Qui vicino, sul lato verso la fonte, scavi recenti hanno portato alla luce fosse sepolcrali medievali coperte da un lastrone di età romana con raffigurazione di fregi militari, ora nel deposito del Castello. 
  
Nell'interno, coperto da un moderno soffitto ligneo piatto a cassettoni, si segnalano: una acquasantiera in pietra con stemmi dei Conti Ruggeri di Celano del XIV secolo; sulla navata laterale destra affreschi del XIV e inizi del XV secolo relativi (parete destra) "Madonna fra S. Lucia e il Papa Bonifacio IV con Bambino che dona l'anello a S. Caterina", "Madonna con Bambino" (pilastro di fondo) con graffito del conte Pietro II di Celano e, sulla parete di fondo frammenti relativi a figure di Santo barbuto con due libri in mano, 
S. Paolo (Paulu ) e Angelo Serafino; tre frammenti figurati (relativi al pulpito duecentesco) con Agnus Dei e due relativi a S. Giovanni Evangelista (Aquila ed Angelo con Vangelo), posti in alto, sulla destra delle arcature della navata centrale; una cappella tardo-gotica dei Piccolomini-Camponeschi, restaurata male, e una botola funeraria con scritta pro familia ddf Tevra Lavoro 1800. 

  
Bibliografia: Corsignani 1738, la, 531-54 I; Bindi 1889, III, 869; Gavini l 927 28, I, 332-335; Moretti l97 I, 304; Colalpietra l978' Celano l985, 26-27; Taccone l990, 22-26: Rosati l992 52. 

 
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