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San Giovanni Battista

Nel 1057, il Vescovo dei Marsi Pandolfo fece collocare le Reliquie dei Martiri nella chiesa di S. Giovanni Pedimonte, oggi S. Maria delle Grazie, in un'arca marmorea con la seguente iscrizione: "Hic requiescunt corpora Sanctorum Martirum Simplici, Costanti et Victoriani. Recondita tempore Domini Pandolfi Episcopi".(3) 
  
Secondo la tradizione, le reliquie dei Martiri vi rimasero anche dopo la distruzione, da parte di Federico Il di Svevia, del primitivo paese edificato sul fianco del Monte Tino o Serra di Celano. 
Le truppe imperiali assediarono infatti la Rocca nel 1222 per annientare le idee indipendentistiche dei Conti locali. 
Gli abitanti opposero una strenua resistenza e, l'anno successivo, Federico II, venne ad assediare Celano che infine capitolò.  
Il paese fu interamente distrutto e dato alle fiamme; rimase integra solo la chiesa di San Giovanni Pedimonte.   
Gli abitanti, rifugiatisi nelle vicine grotte, con un tranello furono fatti tornare in paese e poi esiliati a Malta e in Sicilia. 
  
Nel 1227, per intercessione del Papa Onorio III, l'imperatore emanò un decreto che consentiva ai celanesi di tornare in patria, ma vietava loro di riedificare il paese sulle rovine nel fianco della montagna. Essi stabilirono la loro sede sul colle Flavianus, lo stesso su cui fu poi costruito il castello.  
Il 10 giugno 1406, durante il pontificato del Papa abruzzese Innocenzo VII, le reliquie dei Martiri vennero trasportate nella nuova collegiata dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista, come si ricava da una iscrizione contemporanea (4) e poste in una grande urna marmorea, opera di Giovanni da Parma, in una cappella eretta nel luogo dell'attuale sacrestia. 
   
Il 24 agosto del 1709 ebbe luogo l'ultima definitiva traslazione: le reliquie racchiuse in 3 urne venne collocata con rito solenne al di sotto dell'altare maggiore, ricostruito in parte con gli stessi marmi scolpiti da Giovanni da Parma. (5)  
Nel 1737 il Vescovo dei Marsi Giuseppe Baronio eseguì la ricognizione delle reliquie, descrivendone i particolari in un documento da lui sottoscritto. 
Il Culto dei tre martiri non è venuto mai meno nel corso dei secoli e ogni anno le urne sono portate in solenne processione il 26 agosto insieme con la statua di Santa Gaudenza.   
  
Le urne lasciano di nuovo la penombra della chiesa per percorrere le strade del paese il 24 gennaio ed il 1 martedì dopo Pentecoste, a ricordo di altrettanti interventi misteriosi da parte dei SS. Martiri. Simplicio, Costanzo e Vittoriano, pellegrini involontari a Celano, sono eletti a protettori della città e invocati dal fedeli a proteggerla dalle calamità naturali e dalle miserie umane. 
Infatti così si canta in processione:

Per intercessionem et merita Sanctorum Martírum Tuorum Simplicii, Constantii et Victoriani a peste, fame et bello libera nos Domíne.
....... a fulgure et terremotate libera nos Domine
....... aflagello terremotus libera, nos Domine

Partecipano ai riti dei festeggiamenti estivi gruppi di pellegrini provenienti da Castelpoto (AV) dove vengono venerati gli stessi martiri.
Inoltre le comunità di celanesi, che fin dall'inizio del secolo emigrarono all'estero, restano ancora oggi legate alle proprie tradizioni e mantengono viva la fede nei protettori del loro paese d'origine festeggiando i SS. Martiri in Canada (Mississauga), negli Stati Uniti (Rochester), in Venezuela (Caracas e Maracaibo) e nella lontana Australia ( Sydney).



Bibliografia. 
1) Passio, biblioteca Hagiografica latina II 1). 1127, m 7789 
(2) Keh v, I t. l'on t., I V, 245 
(3) Archivio di diocesano della Marsica, fasc. c/7 198 
(4) Acta Sanctorum Augusti V. p. 779 
(5) G. Barbati, Trittico celanese, Polla, Avezzano 1983.

Testi a cura di Silvia Carusi, Claudio Ranieri, Graziella Tirabassi

 
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