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San Francesco
Testi a cura del prof. Giuseppe Grossi  maggiori info autore

 

 

  

  

L'attuale chiesa di S. Francesco e databile al 1345 sotto il pontificato di Clemente VI, quando i Francescani dalla vecchia sede di Monte Tino, poco sopra la "Fonte d'Oro", si trasferirono nel nuovo convento edificato ai margini del secondo recinto della "Cittadella". 
  
Il rivestimento della facciata con portale e rosone fu completato, con un restauro, nella seconda meta del '400 come da una iscrizione ancora visibile sulla cornice mediana, letta male dal De Nino nella seconda meta del XIX secolo, ma riferibile ad un restauro della facciata fatto nel 1473 dal frate francescano Giorgio Lippi ?: .An(n)o. D(omini).M. CCCC.LXXIII/.Hoc. reco(m)positum/suit. t(i)pe. gu(i)dant/.fr(a). Geo(r)gii.L(i.)(p)pi. 
  
Sempre negli stessi anni sul fianco di fondo a sinistra fu aggiunto un bastione circolare della nuova cinta delle "Mura nuove" della Celano dell'Acclozzamora e di Jacovella Ruggeri; di fronte alla facciata si apriva la porta orientale del recinto murario che prendeva il nome dalla chiesa, Porta S. Francesco. 
In età rinascimentale e moderna il chiostro interno veniva utilizzato per riunire i "Publici Consegli" della Università celanese. 
  
In età moderna subi diverse modificazioni: nel 1697 il Padre F. A. Petracca sistemo il campanile e nel 1735, dopo il terremoto del 1706, fu completamente rifatta la volta della chiesa con 1'abbattimento della copertura originaria trecentesca. 
  
Nel 1809 il convento fu soppresso date le leggi napoleoniche e non fu più riaperto, nonostante le pratiche attuate nel 1815 per la riapertura. 
  
I suoi beni furono assegnati al Real Liceo dell'Aquila, mentre i canoni e censi andarono alla Mensa Vescovile dei Marsi; le strutture murarie fatiscenti furono date a censo perpetuo. 

A partire dal 1350 il convento ospito diversi frati famosi per santità e dottrina: Fra Sabino di Celano Minorita, Fra Bonaventura di Celano scrittore e teologo, il provinciale Padre Silvio Di Benedetto e il P. M. Cornelio Carboni di Celano maestro in Teologia. 
  
La facciata semplice a coronamento orizzontale del XIV secolo e contrassegnata da una cornice mediana e una serie di archetti ciechi sul culmine. 
  
Il portale romanico strombato in pietra policroma, di scuola aquilana della seconda meta del quattrocento ed opera delle stesse maestranze che realizzarono quello di S. Giovanni Battista e S. Michele Arcangelo di Celano, presenta una ricca decorazione floreale sui capitelli e sull'archivolto. Sulla lunetta e ben evidente l'affresco, recentemente restaurato, di "Madonna con Bambino fra S. Francesco d'Assisi e S. Antonio da Padova", attribuito al cosiddetto "Maestro del 1465", un'artista di considerevole levatura, appartenente alla cerchia di Andrea Delitio e conosciuto grazie ad una sua opera presente nella chiesa di S. Chiara Povera dell'Aquila. 
  
L'interno ad unica navata e in stile tardo-barocco della prima meta del settecento con altari dedicati a S. Francesco, a S. Antonio Abate ed alla Madonna degli Angeli. 
   
Bibliografia: 
Corsignani 1739, la, 610-17; 
Bindi 1889, III, 869;
Wadding 1932, n. 10; 
Ricotti 1937, 249; 
Gavini 1927-28, II, 195; 
Moretti 1971, 768; 
Colapietra 1978; Bologna 1987, l6; 
Celano 1985, l9; 
Taccone 1990, 33-35: 
Restauri 1997, Fig. l0. 
 
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